Il concerto.07 agosto 2026 alle 01:22

Una delle voci più raffinate del panorama tricolore, in un'onorata carriera trentennale che non smette di stupire: è dello scorso aprile l’atteso ritorno discografico di Tosca con l’album “Feminae”, a sette anni dal precedente “Morabeza”. Un nuovo capitolo nel solco di contaminazione e sperimentazione, giunto dopo il prestigioso Premio Tenco alla carriera lo scorso anno: e che, una volta chiusa l'anteprima estiva con i conversa-concerti – in scena ieri a Riola Sardo, con Elena Ledda – arriverà da novembre a teatro, passando per la nostra Isola il 4 febbraio a Cagliari, il 6 a Nuoro e il 7 a Sassari.

Una voce, tante culture

«La contaminazione non è nuova per me, nasce già nel 2006 con “Romana”», ci racconta la cantante e attrice capitolina, «un omaggio a Gabriella Ferri che mi ha permesso di riscoprire le mie radici, e prepararmi a culture come quella napoletana, yiddish e greca. Studiarle mi ha arricchito e condotto nella dimensione della world music: già prima cantavo in portoghese e francese, ma la curiosità mi ha spinto ben oltre». Un desiderio di conoscenza che riemerge con “Morabeza” (2019) e i suoi grandi ospiti internazionali ‒ tra cui le icone brasiliane Ivan Lins, Lenine e Arnaldo Antunes e la star francese Cyrille Aimée ‒ in contemporanea a “Il suono della voce”, documentario sul tour mondiale per l'omonimo disco, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma e premiato con il Nastro d'Argento. «Negli anni seguenti ho messo in pausa la discografia, ma il mio lavoro non si è fermato: mi sono dedicata al lato teatrale, e anche quello mi ha aiutato a conoscere musica diversa. Teatro e musica per me sono come una matrioska, uno porta all'altra e viceversa». E nel 2020, Tosca riceve ben due Targhe Tenco, di cui una per “Ho amato tutto”, premiata anche al Festival di Sanremo. «Nulla sarebbe stato possibile se non mi fossi fatta guidare dalla musica, senza ragionare in termini commerciali. Ma quei riconoscimenti mi hanno sicuramente permesso di fare ulteriori passi avanti, che hanno poi portato a “Feminae”: che in questo senso è figlio di “Morabeza”, e che a sua volta darà nascita a un terzo disco che completerà questa trilogia della contaminazione. Ma è ancora presto: adesso dedicherò tutto a “Feminae”, sui palchi e a teatro».