A cura di Teatro Comunale di BolognaLì dove il restauro del Comunale si misura in centimetri. Foto di Ivano AdversiSul ponteggio del plafone del Teatro Comunale di Bologna anche le etichette dei barattoli raccontano una storia. “Terra d’ombra”, “terra di Siena”, si legge: pigmenti dai nomi antichi posti accanto a tamponi e miscele preparate al momento. È il regno di Phyllis Novara, capocantiere per l'impresa Leonardo, la ditta affidataria del restauro, che spiega: «Il restauro più importante è quello che si misura in centimetri. In questo momento siamo nella fase di pulitura: stiamo rimuovendo i depositi, i fissativi, le ridipinture. C’era uno sporco incoerente su tutta la superficie, concentrato su una parte specifica, dove ci sono state delle infiltrazioni, quindi stiamo facendo diverse operazioni, con miscele specifiche e puntuali per ogni tipo di rimozione». Niente formule uguali per tutto: ogni superficie ha la sua sensibilità e la cura procede punto per punto minuziosamente. Il gesto decisivo è quasi silenzioso: «Come si può vedere, la mia collega sta rimuovendo il fissativo con una pulitura a tampone e una miscela — dice ancora Novara — e si riescono a rivedere le ombreggiature originali, che prima erano completamente oscurate dai fissativi. Adesso finalmente vediamo anche i chiaroscuri, e riusciamo a ritornare più o meno all'origine di quello che poteva essere il dipinto».
Lì dove il restauro del Comunale si misura in centimetri. La capocantiere Phyllis Novara (Leonardo): «Sotto lo sporco riemergono i chiaroscuri»
A cura di Teatro Comunale di BolognaLì dove il restauro del Comunale si misura in centimetri. Foto di Ivano AdversiSul ponteggio del plafone del Teatro Comunale di Bologna anche le etichette dei barattoli raccontano una storia. “Terra d’ombra”, “terra di Siena”, si legge: pigmenti dai nomi antichi posti accanto a tamponi e miscele preparate al momento. È il regno di Phyllis Novara, capocantiere per l'impresa Leonardo, la ditta affidataria del restauro, che spiega: «Il restauro più importante è quello che si misura in centimetri. In questo momento siamo nella fase di pulitura: stiamo rimuovendo i depositi, i fissativi, le ridipinture. C’era uno sporco incoerente su tutta la superficie, concentrato su una parte specifica, dove ci sono state delle infiltrazioni, quindi stiamo facendo diverse operazioni, con miscele specifiche e puntuali per ogni tipo di rimozione». Niente formule uguali per tutto: ogni superficie ha la sua sensibilità e la cura procede punto per punto minuziosamente. Il gesto decisivo è quasi silenzioso: «Come si può vedere, la mia collega sta rimuovendo il fissativo con una pulitura a tampone e una miscela — dice ancora Novara — e si riescono a rivedere le ombreggiature originali, che prima erano completamente oscurate dai fissativi. Adesso finalmente vediamo anche i chiaroscuri, e riusciamo a ritornare più o meno all'origine di quello che poteva essere il dipinto».







