Con un sensibile aumento di fondi rispetto all’anno scorso, l’Istituto italiano per gli studi filosofici ha emanato il nuovo bando di concorso per le borse di ricerca destinate a giovani laureati e dottori di ricerca, con età inferiore a quarant’anni. Sono in totale 14, ognuna con una dotazione di diciottomila euro lordi, per un totale di oltre duecentocinquantamila euro. Lo studio Dieci borse sono riservate a progetti di rilevanza filosofica in discipline, oltre che ovviamente filosofiche, anche storiche, giuridiche, letterarie, artistiche e scientifiche. Le altre quattro, tematiche, spaziano dalla scienza al diritto. Una ha per tema la tutela attuale dei valori fondamentali della comunità internazionale nei rapporti tra Stati, con un riguardo particolare alla più recente prassi della Corte Internazionale di Giustizia, che si occupa della violazione di norme fondamentali dell’ordinamento giuridico. Un’altra borsa, nell’ambito della collaborazione tra l’Istituto, l’Université de Caen Normandie e la Sorbonne Université, verte sul riesame critico delle categorie di «cartesianismo», «anticartesianismo» e «modernità», con l’obiettivo di ricostruire le principali linee di diffusione e reinterpretazione del pensiero cartesiano, con particolare attenzione alle reti e ai canali di trasmissione e alle figure meno studiate. Questa borsa di ricerca è tra quelle che di sicuro troverà molti agganci con la storia di Napoli, che nel Seicento è stata una delle grandi capitali della diffusione del cartesianesimo. Basti ricordare figure come Tommaso Cornelio e Leonardo Di Capua, che si fecero promotori della fisica, la medicina e il metodo razionalista del Nord Europa, scontrandosi con il sapere aristotelico-scolastico e le censure ecclesiastiche. Terza borsa quella sulla teoria quantistica dei campi: presupposti epistemologici e prospettive sperimentali. L’attività di ricerca punta a comprendere come si comporta la materia quando le sue componenti interagiscono tra loro dando origine a fenomeni collettivi complessi. Per farlo, gli studiosi devono utilizzare i modelli della Teoria Quantistica dei Campi, una delle principali teorie della fisica moderna, mettendoli a confronto con i risultati degli esperimenti.