La dispersione scolastica si combatte anche con un giro in moto. È la storia di un docente dell'istituto comprensivo Galileo Galilei di Taranto che, davanti al rifiuto di uno studente di sostenere gli esami di terza media, ha scelto la strada della relazione, riuscendo a riportarlo a scuola e alla promozione.

"Un alunno di terza media, con disabilità lieve e un contesto familiare fragile, a pochi giorni dagli esami decide di non presentarsi: 'Non mi serve la licenza media per spacciare', dice. Le strategie tradizionali falliscono, anche la minaccia di chiamare i carabinieri", racconta il professor Luigi Faraldi, vicepreside dell'istituto. Il docente decide così di cambiare approccio.

"L'ultimatum funziona solo con chi ha qualcosa da perdere", spiega, scegliendo un gesto inatteso: andare sotto casa del ragazzo e proporgli un giro in moto. "Quel giro in moto ha fatto in venti minuti quello che due note disciplinari non avevano fatto in due settimane", chiarisce Faraldi. Da lì nasce un patto: lo studente torna a frequentare la scuola, studia e affronta le prove. Il docente mantiene invece la promessa di un pranzo al fast food come premio finale, "come rinforzo positivo, non come contentino".