Roberto Vecchioni ricorda Francesco Guccini, scomparso a 86 anni, raccontando il primo incontro a Sanremo nel 1973. “Come cantautore mi lascia un’eredità di cose che non è riuscito a compiere, gliele finirò io”, ha detto Vecchioni, raccogliendo simbolicamente il testimone dell’amico e preludendo alla possibile pubblicazione di canzoni o altre opere postume.

Roberto Vecchioni, la promessa a Francesco Guccini

Un'amicizia lunga oltre 50 anni

Vecchioni raccoglie il testimone

Roberto Vecchioni, la promessa a Francesco GucciniLa scomparsa di Francesco Guccini, morto giovedì 6 agosto a 86 anni nella sua Pavana, ha lasciato un vuoto profondo tra i colleghi che lo hanno accompagnato per una vita intera.Tra le voci più attese c’è quella di Roberto Vecchioni, che parlando all’AGI ha ripercorso mezzo secolo di amicizia e ha annunciato, di fatto, di voler raccogliere l’eredità artistica dell’amico scomparso.ANSAUn’amicizia lunga oltre 50 anniIl racconto di Vecchioni ha avuto inizio dal primo incontro, avvenuto nel 1973 al Festival di Sanremo: “Io e Francesco ci siamo conosciuti a Sanremo nel ’73, eravamo arrivati tutti e due molto presto. Ci siamo seduti in un bar e abbiamo fatto a gara a chi finiva prima una bottiglia di vino. Ha vinto lui”.Vecchioni ha ricordato poi il duetto del 2018. “Nel 2018 ha cantato con me ‘T’insegnerò a volare’, è stato faticoso convincerlo, sono andato a Pavana, poi quando ha sentito il brano ha detto ‘canto su questo’ perché ci si ritrovava”.Un rapporto schietto, fra i due artisti, nel quale l’ironia non mancava.“Lui mi disse: ho sentito una tua bella canzone, quella che parla dello stadio e della partita di calcio. Stava sfottendo ‘Luci a San Siro’. E io: anch’io ho sentito quella tua del trenino che va a spaccarsi e non è male”.Vecchioni raccoglie il testimoneIn futuro Francesco Guccini potrebbe regalare al pubblico altre perle postume, secondo quanto si deduce dalle parole dell’amico Vecchioni, pronto a raccoglierne il testimone.“Come cantautore mi lascia un’eredità di cose che mi ha detto e che non è riuscito a compiere, gliele finirò io” ha ammesso, assumendosi simbolicamente l’impegno di portare avanti quanto Guccini non ha fatto in tempo a realizzare, in un vero e proprio passaggio di consegne tra due protagonisti della canzone d’autore italiana.Speciali infine le parole che Vecchioni ha speso per definite l’amico e artista. “Un iniziatore, un romantico attento al senso delle piccole cose del mondo”, capace di raccontare “le case viste dal treno” e di “arrivare alle persone con esempi metaforici”, un vero “cercatore di verità” e, ai suoi occhi, semplicemente “il più grande cantautore”.