Oggi figli che hanno completato le discografie dei padri e delle madri non smettono di commuoversi perché hanno potuto godere, grazie a questo grande autore, di un ultimo spiraglio novecentesco, dunque anche linguistico, insieme di fermezza politica e di possibilità di abitare il dubbioRicevo la notizia della morte di Francesco Guccini mentre mi trovo in una strada di Vienna molto nota, Bergasse, a pochi passi appena dalla casa/studio di Sigmund Freud, dove sto per fare ritorno in visita dopo anni. Niente di più preciso, mi pare, di questo doloroso ma ironico gioco del fato visto che, se proprietà intrinseca della canzone e del cantautore è certamente quella di abitarci e arredarci l’inconscio, la sensazione è che nessuno, tra i cantautori e le cantautrici, l’abbia fatto con pGiulia CavaliereCritica musicale, giornalista e selezionatrice di suoni, collabora con la sezione spettacoli del Corriere della Sera, con Rolling Stone Italia ed Esquire; in passato ha lavorato a Linus e a IL del Sole 24 Ore. Ha scritto e condotto il programma musicale “Souvenir” per Rete Due di RSI, la radio della Svizzera Italiana ed è stata la critica musicale di Extra Factor (il dopo X Factor) nel 2019; per minimum fax ha pubblicato “Romantic Italia – Di cosa parliamo quando cantiamo d’amore”.