La procura di Sion, in Svizzera, ha respinto la richiesta del Governo italiano di costituirsi come parte civile nel processo per la strage di Crans-Montana. I magistrati non hanno ritenuto che lo Stato sia stato danneggiato dall’accaduto, anche considerando che diverse vittime erano cittadini italiani e che l’Italia ha sostenuto le spese per le cure di molti di loro.
L'Italia non si potrà costituire parte civile nel processo di Crans Montana
Presentato ricorso contro la decisione
Le motivazioni dei procuratori
L’Italia non si potrà costituire parte civile nel processo di Crans MontanaLa procura di Sion ha depositato le motivazioni della decisione, presa il 23 luglio scorso, di non permettere all’Italia di costituirsi parte civile nel processo per determinare le responsabilità della strage di Crans-Montana.Costituirsi parte civile in un processo penale significa porsi tra le parti offese, seppur non tra le vittime di un reato. In questo modo si può ottenere un risarcimento in denaro.ANSAFiori davanti al bar Le Constellation di Crans MontanaSecondo i magistrati della procura di Sion, però: “Né la cittadinanza italiana di diverse vittime, né i costi sostenuti dalla Repubblica Italiana per prestare assistenza ai propri cittadini vittime dei fatti perseguiti sono idonei a conferire la qualità di parte lesa”Presentato ricorso contro la decisioneLa decisione, come detto, è stata presa lo scorso 23 luglio ed è stata comunicata all’avvocato di Ginevra Romain Jordan che rappresenta il governo italiano in questo processo.Fonti del ministero degli Esteri citate da Adnkronos riportano che l’Italia ha già presentato ricorso contro questa decisione il 29 luglio scorso, quando l’ordinanza è stata resa operativa.










