HomeFirenzeCronacaCalenzano, dopo l’esplosione il deposito di carburanti diverrà centrale fotovoltaica. Nel ricordo delle vittimeEni costruirà un parco da 20 megawatt e cederà al Comune il 5% del valore dell'energia prodotta. L’azienda, tramite società controllate, garantirà gestione, manutenzione e anche dismissione al termine del ciclo di vita. Cinque furono i morti della deflagrazione e oltre venti i feritiControlli e sopralluoghi sul sito di Calenzano dopo l'esplosioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCalenzano (Firenze), 6 agosto 2026 – Firmato il protocollo d'intesa per la riconversione dell'ex deposito Eni di Calenzano (Firenze) dove il 9 dicembre 2024 per un'esplosione morirono cinque operai e tecnici e altre 28 persone rimasero ferite. A siglarlo il presidente della Toscana Eugenio Giani, il sindaco Giuseppe Carovani e Giuseppe Ricci, direttore Industrial Transformation di Eni, intervenuto in videocollegamento insieme a Umberto Carrara, ad di Eni Industrial Evolution, e Francesco Manna responsabile local public Affairs Italia Eni. Le vittime furono Davide Baronti, Carmelo Corso, Franco Cirelli, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe. Nell'area di circa 170 mila metri quadrati, che non è più sotto sequestro, la multinazionale costruirà un parco fotovoltaico da 20 megawatt e cederà al Comune il 5% del valore dell'energia prodotta. A questo si aggiunge un secondo impianto fotovoltaico di 1 megawatt dotato di un sistema di accumulo di 1 Mwh, anche questo ceduto al Comune. Da sinistra, nelle foto piccole, le vittime: Vincenzo Martinelli, Carmelo Corso, Franco Cirelli, Gerardo Pepe, Davide Baronti