La crisi climatica si affronta facendo crescere un’agricoltura basata su agroecologia, biologico, lo sviluppo dell’agro fotovoltaico e lo stop al glifosato. È questo il messaggio che Legambiente lancia da Festambiente 2026, trasformando la giornata dedicata all'agricoltura in una vera e propria proposta politica per il futuro del settore primario. All’incontro dedicato alle energie rinnovabili c’erano istituzioni, associazioni, imprese e mondo della ricerca per mettere al centro della discussione il ruolo dell'agroecologia, dell'innovazione e delle energie rinnovabili come strumenti indispensabili per garantire produzioni di qualità, tutela del suolo, salvaguardia della biodiversità, sicurezza alimentare ed energetica, competitività delle aziende. “L'agrivoltaico rappresenta una grande opportunità per rafforzare la resilienza delle aziende, ha detto Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, produrre energia pulita e rendere le imprese più competitive grazie all’integrazione del reddito agricolo, ed è la dimostrazione che non è vero che la produzione di energia pulita allontani gli agricoltori dalle loro attività in campo”.

A conferma dell’importanza che per Legambiente ha lo sviluppo dell’agri anche il riconoscimento a otto ambasciatori dell'agrivoltaico riconosciuti come migliori esperienze italiane di agroecologia, innovazione, sostenibilità e integrazione tra produzione di cibo e di energia da fonti rinnovabili. Un riconoscimento che racconta un'agricoltura già capace di coniugare qualità delle produzioni, tutela del paesaggio, energia pulita, resilienza climatica e sviluppo economico Le esperienze di impianti agrivoltaici si stanno diffondendo in tutta Italia. Tra i premiati SerraArchimede, in Sicilia, che ha sviluppato un modello di serra agrivoltaica capace di mantenere elevate produzioni agricole insieme alla generazione di energia pulita; OrtoBioattivo ed Ecomotive Solutions, in Lombardia, promotori del primo orto bioelettroattivo italiano, che produce orticole come insalate e pomodori, dove agricoltura rigenerativa e ricerca scientifica si incontrano, rappresentando un esempio concreto di come l'agrivoltaico possa diventare un alleato strategico contro gli effetti dei cambiamenti climatici; Agroenergie, in Sicilia, premiata per l'innovazione nelle serre agrivoltaiche che migliora la qualità delle produzioni di pomodori e peperoni e riduce lo stress idrico delle colture. Il riconoscimento è andato anche all'Azienda Agricola Muratori Franciacorta, pioniera dell'agrivoltaico in vigneto e impegnata verso l'autosufficienza energetica della propria cantina; a Vini Vaccaro, a Salaparuta, in Sicilia, che ha avviato un vigneto agrivoltaico di pinot grigio per aumentare la resilienza delle coltivazioni ai cambiamenti climatici; alla Fattoria Solidale del Circeo nel Lazio, esempio di integrazione tra agricoltura biologica, inclusione sociale e agrivoltaico; all'apicoltore calabrese Massimo Perrone, in Calabria, che ha sviluppato un innovativo modello di integrazione tra apicoltura, agrumeti e impianti fotovoltaici, dimostrando come le api possano prosperare anche sotto i pannelli dell'impianto Le Greenhouse, in un perfetto esempio di convivenza tra produzione agricola, tutela della biodiversità ed energie rinnovabili; al sindaco di Vizzini (CT) Salvatore Ferraro, premiato per aver accompagnato con una visione lungimirante uno dei più importanti progetti agrivoltaici italiani sul proprio territorio.