WASHINGTON. La Commissione per la Sicurezza Nazionale e gli Affari Governativi del Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che accusa di «oltraggio al Congresso» l’epidemiologo Anthony Fauci, per quasi quarant’anni alla guida del Niaid e storico consigliere medico della Casa Bianca da Reagan a Trump. Il motivo è che Fauci nell’audizione al Senato di fine luglio si è rifiutato di rispondere alle domande dei senatori invocando il Quinto emendamento per 111 volte che evita che una persona possa auto-incriminarsi con le sue dichiarazioni. La tensione e il persistente rifiuto di Fauci di fronte alle domande dei repubblicani hanno spinto Rand Paul, repubblicano libertario del Kentucky e presidente della Commissione, a contestare formalmente l’atteggiamento di Fauci. L’epidemiologo il 19 gennaio del 2025 ha ottenuto la grazia totale dall’allora presidente Biden per ogni cosa compiuta dal 2014 al 2022, data in cui è andato in pensione. La decisione di Biden nasceva dalla volontà di tutelare quelle personalità finite nel mirino della “vendetta politica” di Trump e dei repubblicani. Come Fauci, anche Mark Milley, capo degli Stati Maggiori Riuniti ha ottenuto il perdono. I repubblicani contestano che avendo già la tutela della grazia, Fauci non poteva invocare il Quinto Emendamento. Il senatore Josh Hawley, Missouri, e fra i più critici dello scienziato per la gestione della pandemia e per le relazioni che ebbe con il laboratorio di Wuhan in Cina, la città dove si scoprì il virus del Covid-19, ha citato un’audizione della Corte Suprema del 1896 nella quale si fa riferimento al decadimento del Quinto emendamento in caso di perdono presidenziale. Ricostruzione contestata dagli avvocati di Fauci che ha quindi optato per invocare il diritto di non rispondere. Secondo i legali, infatti, Rand Paul sta conducendo una «ossessiva vendetta» contro Fauci e quindi invocare il Quinto Emendamento è semplicemente una forma di tutela per «una persona innocente».