È iniziata oggi - giovedì 6 agosto - a Palazzo San Macuto l'audizione di Giuseppe Conte davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid. L'audizione arriva in un momento delicato per la commissione, impegnata a ricostruire la gestione della pandemia attraverso i Dpcm firmati durante il governo Conte II, l'approvvigionamento delle mascherine e l'organizzazione della campagna vaccinale. All'ex premier sarà chiesto conto anche di quanto emerso nelle ultime settimane dalle testimonianze di alcuni imprenditori ascoltati dalla commissione, in particolare sulle consulenze pagate da alcune aziende per ottenere commesse pubbliche legate all'emergenza: il caso più discusso riguarderebbe una società che avrebbe versato 454 mila euro per una consulenza preliminare, episodio che ha riacceso i dubbi sui controlli esercitati da Palazzo Chigi sulla struttura commissariale. Tra i dossier più delicati anche quello legato al ruolo dell'avvocato Luca Di Donna, ex collega di Conte, sulle procedure per le forniture.All'inizio della sua audizione, Conte ha definito la commissione uno strumento nato, nelle sue parole, come "un plotone d'esecuzione nei miei confronti", e ha rincarato accusando la maggioranza di aver trasformato l'organismo anche in una sorta di "gabbia di protezione per gli amministratori locali dei partiti che la compongono". Nel suo intervento, l'ex premier ha rivendicato il proprio operato durante la pandemia, contrapponendolo a quello di chi, a suo dire, si sarebbe rifugiato in polemiche sterili invece di affrontare l'emergenza in prima linea, arrivando a sostenere che alcuni dei presenti avrebbero perso l'onore già in quella fase e non lo avrebbero più recuperato con l'istituzione della commissione stessa.Proseguendo nella sua relazione, Conte ha poi rivendicato la propria trasparenza definendo la politica, per come la intende lui, come "massima rendicontazione del proprio operato, sempre e comunque", e ha rifiutato quello che ha presentato come un tentativo di accreditare la sua posizione come dettata dalla paura di chi ha qualcosa da nascondere. L'ex premier ha detto di non accettare "lezioni sulla paura e sull'onore da chi non può darle", rivendicando di non essersi mai sottratto al confronto. Ha poi citato, come contraltare, episodi verificatisi il giorno precedente in Parlamento, in cui secondo lui alcuni si sarebbero sottratti alle proprie responsabilità, evitando di consegnare le chat richieste e proteggendo i compagni di partito. Conte ha rivendicato l'operato del suo governo nella fase più difficile della pandemia: "abbiamo salvato nel 2020 oltre 330.000 posti di lavoro, grazie al blocco dei licenziamenti che noi in Italia abbiamo avuto il coraggio di fare", ha spiegato. Ha infine ribadito la necessità di fare chiarezza non solo sulla gestione a livello centrale dell'emergenza, ma anche su quanto avvenuto "a livello regionale".Prima di entrare nel merito della relazione, Conte ha annunciato il deposito agli atti di un documento arrivatogli in forma anonima, che lo stesso leader M5s ha detto di aver già consegnato lunedì alla procura di Roma. Si tratta, ha spiegato, di un documento datato 14 aprile 2022, di dieci pagine, ricevuto con i nomi oscurati ma con le qualifiche dei soggetti coinvolti ancora leggibili. Il documento riguarderebbe una transazione da 100 milioni di euro tra lo Stato e la società Jc Electronics per la fornitura di mascherine: secondo quanto riferito da Conte, il modello dei colli consegnati non corrisponderebbe a quello con l'efficacia filtrante dichiarata, e il foglio di accompagnamento presenterebbe una rappresentazione contraffatta. Da qui il sospetto, sollevato dallo stesso Conte, che possano essere stati versati "100 milioni di euro dello Stato a una società privata" per materiale non conforme alle caratteristiche annunciate.L'ex premier, comunque, ha assicurato: "Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda. Perché comportamenti illeciti non ci sono mai stati". E ha aggiunto: "Ho svolto il mio compito come la Costituzione impone, con disciplina e onore. E non permetto a nessuno di gettare ombre sulla gestione della pandemia, perché queste ombre che gettate per mera speculazione politica finiscono per estendersi anche sugli uomini e sulle donne dello Stato che si sono battuti per salvaguardare la comunità nazionale".