Dopo mesi di polemiche, l’audizione di Giuseppe Conte nella commissione d’inchiesta sul Covid è saltata ancora una volta. Ora FdI accusa Conte di aver scelto appositamente una data in cui era difficile organizzare la seduta, mentre il M5s risponde che si tratta dell’ennesimo attacco politico infondato.

Avrebbe dovuto concludersi oggi, martedì 4 agosto, la saga sull'audizione di Giuseppe Conte davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare sul Covid. Così non è stato, però. All'ultimo, nella serata di lunedì, il presidente della commissione Marco Lisei (FdI) ha comunicato che la seduta era sconvocata a causa del lavoro delle Aule parlamentari.

Così, dopo mesi – o sarebbe meglio dire anni – di polemiche cicliche, la questione è stata rinviata ancora una volta. Fratelli d'Italia non si è lasciato sfuggire l'occasione per attaccare l'ex premier, chiamandolo un "bugiardo" che è "scappato" dall'audizione, perché avrebbe dato disponibilità in date in cui sapeva che i lavori parlamentari avrebbero impedito l'audizione. Il Movimento 5 stelle ha replicato duramente: "Un circo ridicolo e vergognoso". Come eravamo arrivati alla data del 4 agosto per l'audizione di Conte Per ricostruire come si è arrivati a questo momento bisogna tornare almeno a un mese fa. Il 6 luglio, quando le polemiche sulla commissione Covid erano tornate ancora una volta al centro del dibattito politico, Conte fece sapere di aver scritto una lettera a Lisei chiedendo di conoscere la data della sua audizione. Pochi giorni dopo, il 9 luglio, disse che aveva dato la sua disponibilità per il 4, il 5 e il 6 agosto.