Fraggle è una femmina di delfino che è salita agli onori della cronaca nelle ultime ore per un comportamento raro da vedere che ha commosso gli esseri umani. Questo tursiope per sei giorni ha trasportato il cadavere del suo cucciolo sul dorso, seguita dal resto del suo pod. Le immagini sono state effettuate con un drone dal Geographe Marine Research, un'organizzazione australiana per la conservazione della natura. Nel video si vede l'animale che nuota nell'estuario di Leschenault, vicino alla città di Bunbury, lungo la costa dell'Australia Occidentale. Sul dorso porta il figlio che aveva solo due settimane al momento della morte.
Abbiamo contattato la professoressa Federica Pirrone che insegna Etologia Veterinaria e Benessere Animale presso l'Università degli Studi di Milano per analizzare il video e comprendere da un punto di vista etologico il comportamento di Fraggle. Guardando le immagini, molte persone hanno pensato a una madre che non riesce a separarsi dal proprio figlio morto: quanto di questa lettura può essere scientificamente corretto e quanto invece è una nostra proiezione umana?
Il punto è che una cosa non esclude l’altra. I delfini sono mammiferi come noi, quindi la reazione delle persone è comprensibile, perché il comportamento osservato richiama qualcosa che conosciamo bene anche nella nostra specie. Allo stesso tempo, osserviamo una madre che continua a sostenere e trasportare il proprio piccolo morto già da un paio di settimane. Questo è un comportamento documentato anche in altri cetacei e in alcuni altri mammiferi sociali. E la scienza è fortemente orientata a sostenere che possa riflettere un legame madre-piccolo estremamente forte e sia quindi espressione di una reazione emotiva complessa della madre alla perdita, che corrisponde allo spezzarsi di un legame di attaccamento. Che cosa può spingere Fraggle a continuare a sostenere il corpo del piccolo anche dopo averne percepito la morte? Sappiamo che i cetacei sono animali con una vita sociale molto complessa e cure materne importanti. Per questo, la spiegazione più plausibile non è quella di un semplice automatismo, ma di una risposta in cui la motivazione materna e la componente socioemotiva si intrecciano. Naturalmente non possiamo sapere quale fosse l’esperienza soggettiva di Fraggle, ma il suo comportamento è compatibile con una reazione alla perdita di un individuo con cui aveva instaurato uno dei legami più forti che esistono in natura, che permane anche quando è ormai privo di vita.










