Per sei giorni ha trasportato sul dorso il corpo senza vita del suo cucciolo di due settimane, mentre il resto del branco sembrava seguirla come in una silenziosa marcia funebre. Protagonista di questa scena è Fraggle, una femmina di delfino tursiope così chiamata dal Geographe Marine Research, organizzazione per la conservazione delle balene che conosce bene lei e le sue difficoltà: ha già perso tre cuccioli, ora anche il quarto.

Le immagini realizzate a sud di Perth, in Australia, hanno fatto il giro del mondo, suscitando commozione e riaprendo una antica domanda: gli animali vivono il lutto? Le interpretazioni umane sui social parlano di dolore, disperazione, incapacità di separarsi dal piccolo. La risposta della scienza è più complessa di quanto sembri e racconta una storia ancora più straordinaria.

Comportamento “epimeletico”

«Quello che si vede nel video è un comportamento molto noto nei cetacei - spiega Sabina Airoldi, biologa marina e ricercatrice del Tethys Research Institute -. Si chiama “epimeletico”, ossia un insieme di azioni di assistenza che gli individui mettono in atto nei confronti di un compagno in difficoltà. Nei cetacei respirare è una priorità assoluta: quando un animale è debilitato o non riesce più a raggiungere la superficie, altri membri del gruppo lo sostengono dal basso, mantenendolo a galla affinché possa continuare a respirare. È un comportamento osservato in numerose specie sociali, dai tursiopi alle stenelle, fino alle orche».