La storia di Fraggle e del suo quarto piccolo morto. «È un comportamento noto nei cetacei»
Fraggle è una femmina di delfino tursiope che vive nelle acque dell’Australia. A chiamarla così è stato il Geographe Marine Research, organizzazione per la conservazione delle balene. Fraggle ha perso quattro cuccioli. E lei ha deciso di trasportare l’ultimo, di due settimane, sul dorso del suo corpo per sei giorni. Scatenando, spiega La Stampa, un dibattito sulla capacità degli animali di vivere il lutto. «Quello che si vede nel video è un comportamento molto noto nei cetacei. Si chiama “epimeletico“, e indica un insieme di azioni di assistenza che gli individui mettono in atto nei confronti di un compagno in difficoltà», spiega al quotidiano Sabina Airoldi, biologa marina e ricercatrice del Tethys Research Institute.
La storia di Fraggle
Airoldi dice che nei cetacei «respirare è una priorità assoluta: quando un animale è debilitato o non riesce più a raggiungere la superficie, altri membri del gruppo lo sostengono dal basso, mantenendolo a galla affinché possa continuare a respirare. È un comportamento osservato in numerose specie sociali, dai tursiopi alle stenelle, fino alle orche». Se però il soggetto è ormai morto, e in particolare se è un cucciolo appena nato, «la madre probabilmente se ne rende conto, ma non riesce ad abbandonarlo subito. Continua a tenerlo in superficie utilizzando lo stesso comportamento che servirebbe a mantenerlo in vita. Un comportamento che può durare da alcune ore fino a diversi giorni, a seconda della specie e dell’individuo».










