Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«L’iniziativa francese di vietare l’uso dei social network ai minori di 15 anni (e l’uso dei cellulari nelle scuole superiori) ha posto l’attenzione su un problema che sta diventando sempre più preoccupante, tuttavia non credo che rappresenti la vera soluzione. La storia ci offre diversi esempi di proibizionismo che non hanno mai risolto il problema alla radice. La Francia ha sbagliato a non cercare di costruire una risposta europea, non è concepibile avere leggi o approcci diversi da un Paese all’altro. Inoltre bisogna concentrarsi sulla prevenzione e sulla regolamentazione, piuttosto che sulla proibizione».
Gabriele Sani è docente di Psichiatria al Dipartimento di Neuroscienze dell’università Cattolica di Roma e direttore dell’Unità di Psichiatria Clinica del Policlinico Gemelli di Roma. Si interessa anche di dipendenza dall’uso dei cellulari.
L'efficacia del proibizionismo e l'importanza dell'educazione digitale
L’iniziativa francese di proibire i social agli under 15, primo Paese dell’Ue a introdurre questo divieto, lo lascia perplesso. Un tema da approfondire anche perché altri Paesi stanno valutando se seguirne l’esempio.






