Ogni anno, a Dubai, si organizza un raduno esclusivo. È riservato al piccolo campione di un’élite di cui fanno parte circa 15mila milionari in tutto il mondo. Sono ricchi, ricchissimi, i più ricchi. Non di denaro, ma di un altro tipo di valuta internazionale e status symbol ambitissimo: follower. The 1 Billion Followers Summit dura un paio di giorni, nel corso dei quali questi nuovi “capitalisti” fanno show off dei loro tesori (non arrivano magari al miliardo, ma a 40,50 milioni di seguaci sì), allargano i loro orizzonti e contatti facendo networking, in modo da aumentare ulteriormente quel numero a sette, otto cifre su cui si fonda la loro popolarità e che, per i brand, rappresenta l’investimento su cui puntare per pubblicizzare e rendere virali i loro prodotti.
Più follower, più clienti, un portavoce superstar. La prossima edizione si svolgerà dall’8 al 10 gennaio 2027: sborsando 1.026 dollari (pernottamento escluso), chiunque potrà seguire tutti i panel di discussione e gli interventi di questi nababbi della popolarità. Se la cifra vi sembra eccessiva, sappiate che ne vale la pena: quando mai vi ricapiterà di trovarvi nel cuore pulsante della finanza social, nel Coachella dell’influencer marketing, al centro di un business dove la ricchezza dei follower di un Will Smith, ospite della scorsa edizione, ha lo stesso valore di quella di un Mario Rossi? È un altro dei vantaggi dell’era social: mettere sullo stesso piano chi la celebrità se l’è guadagnata offline con chi invece l’ha raggiunta accumulando sempre più seguaci con il proprio profilo, magari dedicato esclusivamente alle ricette a base di salsa ponzu, allo yoga facciale o al proprio cane tinto di rosa. Ed è proprio questo secondo tipo di utente ad attrarre i grandi marchi. Perché assoldare una Lady Gaga per farsi pubblicità e raggiungere i suoi 61 e passa milioni di potenziali clienti se posso arrivare ad altrettante persone con il solito Mario Rossi?






