Via libera dell’Aula di Montecitorio con 165 voti favorevoli e 80 contrari. Il provvedimento interviene sulla giustizia e sulla disciplina della professione forense, oltre a recepire le direttive previste dal Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Le misure e le critiche
Approvata anche alla Camera, in via definitiva dopo il passaggio in Senato, la legge di conversione del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, che riporta «misure urgenti in materia di giustizia e per la prima attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo». Il provvedimento, ribattezzato decreto legge sicurezza-migranti, è passato con 165 voti favorevoli e 80 contrari, con votazioni che si sono chiuse all’alba della mezzanotte di ieri, 5 agosto, senza che per questo nelle ore immediatamente precedenti fossero mancate le polemiche. A farla da padrone, tra le accuse delle opposizioni, i tempi forzati della discussione e la poca omogeneità del provvedimento, ma anche la denuncia di inattuabilità delle nuove misure e di lesione dei diritti fondamentali.
Un testo spaccato in due
Una delle questioni che ha tenuto banco nelle discussioni è stata la critica mossa al governo per aver accorpato nello stesso testo due questioni distanti: da un lato, la riforma dell’esame di Stato per gli avvocati, che si svolgerà in un’unica sessione annuale e si articolerà in tre prove, due scritte (oggi sono tre) e una orale. L’obiettivo è ridurre i tempi della procedura concorsuale. Il testo prevede anche modifiche in materia di responsabilità notarile e gli interventi sulla digitalizzazione della giustizia. Dall’altro lato, il decreto prevede anche disposizioni in materia di immigrazione e richiesta di asilo.










