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Roberto Pezzali

Dal 3 agosto 2026 il Sistema IT-Wallet non è più solo una norma: è ufficialmente operativo, con un rilascio graduale delle funzionalità. Ecco quali documenti arrivano o arriveranno sul telefono, chi deve adeguarsi entro quali scadenze e quali nodi restano ancora da sciogliere.

Per una volta l'Italia è all'avanguardia, tra i Paesi europei, su un qualcosa di prettamente digitale. IT-Wallet, il portafoglio digitale con cui lo Stato italiano vuole permettere ai cittadini di tenere sullo smartphone documenti e certificati e di mostrarli online o di persona, senza doverli stampare o allegare in copia, è finalmente operativo. Se ne parla da marzo 2024, quando è nato per legge, è stato usato in questi anni per la patente e per altri documenti, ma solo ora la piattaforma può dire di aver avuto il battesimo ufficiale e di essere perfettamente operativa grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei due decreti attuativi.

IT Wallet non è un'applicazione, ma un componente che vive dentro l'app IO, quell'applicazione che da anni la pubblica amministrazione ha trasformato nel punto di contatto tra lei e il cittadino, un qualcosa di semplice da usare, sempre in tasca e perfettamente versatile. Da dicembre 2024 IO permette di conservare la versione digitale di alcuni documenti personali, come patente e tessera sanitaria, ma da oggi, ed è solo l'inizio di un lungo percorso, può fare qualcosa in più: fornire ad aziende e pubbliche amministrazioni le informazioni necessarie per accedere ai servizi, questo sotto forma di attestati elettronici verificabili alla fonte. In poche parole, ogni certificato, ogni tessera e ogni tipo di riconoscimento che fino ad oggi transitava come "carta" potrà diventare digitale e avrà lo stesso valore.