La sindaca di Genova Silvia Salis è stata ricevuta a Roma dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per discutere alcune questioni aperte sul tema della sicurezza nel capoluogo ligure. Da settimane la questione è al centro del dibattito politico e una visita del ministro era attesa a Genova alla fine di luglio.

Il percorso per arrivare alla firma dei 'patti per la sicurezza', quindi per avere un potenziamento delle forze dell'ordine sul territorio, tra l'amministrazione comunale genovese e il Viminale si era incagliato sulla proposta del ministero di realizzare a Genova un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) e di dotare la polizia locale di taser. Durante l'incontro di oggi a Roma, intanto, il ministro e la sindaca hanno condiviso un piano d'azione mirato per il centro storico.

Negli scorsi mesi più volte Salis ha invocato interventi del governo, lamentando la solitudine dei sindaci sulle questioni di sicurezza nelle aree metropolitana. Dal Viminale un po’ provocatoriamente, si è era risposto suggerendo la possibilità di aprire un Cpr in città e di promuovere l’utilizzo del taser, la cui sperimentazione era stata bocciata dalla giunta-Salis. In questo contesto, con le polemiche sulla sicurezza alimentate in città dalla destra (con le “passeggiate” nei quartieri più esposti) e in particolare da Futuro Nazionale di Vannacci, è sempre stata rimandata la prevista e annunciata visita di Piantedosi a Genova.