Il 21 maggio scorso aveva pianto la scomparsa dell’amico di una vita, Carlo Petrini. Ora, a 86 anni, anche lui ci ha lasciati. Francesco Guccini, il cantore delle osterie, l’appassionato di buon cibo e di goliardia, che fu vicino al fondatore di Slow Food fin da prima della nascita dell’associazione, e che fu tra i firmatari del manifesto istitutivo pubblicato il 3 novembre 1987 sul Gambero Rosso, allora supplemento del quotidiano Il Manifesto.

In una recente intervista a Repubblica, così aveva parlato del suo rapporto con le battaglie di Slow Food “La terra vuole essere rispettata. I contadini devono essere rispettati. I prezzi devono essere controllati e giusti. I messicani che producono mais non possono morire di fame per colpa del mais transgenico. Un mio amico contadino che produce olio in Toscana dice che i prezzi dell’olio al supermercato sono impossibili: possono essere così bassi solo perché chissà come li fanno e con quali olive, magari spagnole o nordafricane. È una concorrenza insostenibile”.

Ma il suo rapporto con la cucina veniva da ancora più lontano, tanto è vero che nel 1970 fondò a Bologna una sua trattoria, l’Osteria delle Dame, che in quegli anni di fermento diventò uno dei centri vitali del mondo del cantautorato italiano, con la presenza costante, come clienti ma anche come artisti, di personaggi come Lucio Dalla, Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Pierangelo Bertoli, Claudio Lolli. Aperta fino al 1987, è stata celebrata da Guccini nell’album del 2017 “L’Osteria delle dame”, una raccolta di brani registrati dal vivo durante i concerti nel locale.