Entusiasmo, contestazione e un messaggio gridato forte e chiaro: «Cacciamani non si vende». C’è una nuova,vecchia aria al Torino, che riparte da un Filadelfia bollente - in tutti i sensi: 40 gradi e un tifo inarrestabile che sfida la calura - per inquadrare e dare brio ad una stagione che sta per nascere con le prime sfide ufficiali: il 15 agosto c’è la Carrarese in Coppa Italia, una settimana dopo al Grande Torino arriva il Milan per la prima giornata di campionato. Ci prova partendo da un fattore che temeva di aver perso, invece si è riversato allo stadio più amato con tutta la sua forza. Sotto il sole cocente 3.000 cuori granata La voglia di Toro c’è ed è tornata potente come una calamita, attira 3.000 cuori granata che in una città svuotata dalle vacanze estive costituiscono un numero ragguardevole. E’ una nuova apertura di credito da parte del popolo granata e anche della Maratona, la culla del tifo organizzato torna al Filadelfia e lo fa nel modo che conosce meglio, cantando a squarciagola per 90’: un sound che era mancato. Un messaggio per la squadra ma anche per il patron granata Urbano Cairo, presente all’amichevole contro il Vado, la quinta della stagione, assieme ai suoi figli, ma rimasto sempre semi nascosto nella zona del ristorante. I cori contro di lui sono quelli che alzano i decibel e c’è anche uno striscione eloquente - “Vattene” -, ma la necessità di gridare la loro voglia di Toro supera anche le differenze. Entusiasmo dopo il gelo degli ultimi mesi La novità è il nuovo appoggio alla squadra. Non è poco dopo il gelo degli ultimi mesi dell’ultimo campionato, rappresenta il desiderio di provare a ricostruire un rapporto, di mettere da parte le ultime frizioni per provare a remare tutti dalla stessa parte. Ne ha un gran bisogno il gruppo di Abate, nuovo, giovane e in costruzione, quindi ancora fragile. Lo dimostra anche nel test con il Vado, matricola di Serie C con l’obiettivo di salvarsi: i due gol firmati da Kulenovic nel primo tempo sono frutto di due regali della difesa dei liguri. Poi Gabellini, l’ennesimo baby d un sottobosco che vuole emergere, fissa il risultato sul 3-1 dopo la bella rete del Vado che era riuscito a dimezzare lo svantaggio con una bella azione di Lischetti (e il palo di Oristanio). Al Toro del futuro gli applausi più convinti I granata nei primi 45’ si vedono soprattutto con i due centrali di centrocampo, Fitz-Jim e Luongo schierati per la prima volta insieme sono un mix di esplosività e voglia di fare: il Toro del futuro raccoglie gli applausi più convinti,gli altri sono destinati a Cacciamani e Njie al momento del loro ingresso in campo nel secondo tempo, i due giovani che stanno facendo parlare di sé anche in chiave mercato. Sul primo c’è la corte della Roma pronta ad arrivare a 15 milioni (bonus compresi),ma il Torino ne chiede 20 per cercare di alzare il muro più che può. Sull’altro, che ha subito una botta alla spalla da valutare, c’è il pressing di Crystal Palace e Anderlecht che hanno messo sul piatto offerte superiori a 10 milioni. Per ora non bastano a smontare l’impianto green che sta mettendo in piedi il Torino, ma sono sufficienti per tenere sulla corda Abate e i tifosi fino al termine delle compravendite. Che soprattutto negli ultimi anni hanno insegnato una cosa,a tenere gli occhi ben aperti. L’altro lato della medaglia è il gruppo dei più esperti che dovrebbe dare l’esempio, ma Simeone e Adams(provato da trequartista)hanno dimostrato di avere ancora bisogno di tempo per entrare in condizione. Mentre Zapata prosegue un programma differeziato di lavoro con la speranza di farsi trovare pronto per la prima di campionato. Ora l’ultimo test per il Torino è dopodomani ad Avellino (ore 20.30), dopo di che ogni partita varrà punti e speranze.