forniture occidentali dimezzate e rifornimenti più difficili. Zelensky: «La rapidità dei nostri partner è decisiva per salvare vite».
L’Ucraina si trova davanti a una nuova fase del conflitto. Non è soltanto una questione di territorio, ma di tempo. Quello che separa il lancio di un missile dall’impatto, e quello necessario per rifornire il Paese di sistemi di difesa. Quando un missile balistico russo viene lanciato, le difese aeree hanno pochi minuti, a volte pochi secondi, per individuarlo, calcolarne la traiettoria e tentare di intercettarlo. Un margine operativo sempre più ridotto che sta mettendo sotto pressione l’intero sistema di difesa di Kiev.
Secondo il presidente Volodymyr Zelensky, nel primo semestre del 2026 gli alleati occidentali hanno consegnato appena un terzo dei missili intercettori ricevuti nello stesso periodo dell’anno precedente. Una riduzione che arriva mentre Mosca intensifica gli attacchi contro la capitale, continua a respingere ogni prospettiva di negoziato e prepara, secondo Zelensky, una nuova campagna contro le infrastrutture energetiche in vista dell’inverno.
L’ultima offensiva di un giorno fa ha già mostrato tutta la fragilità dello scudo ucraino. Secondo l’Aeronautica di Kiev, nessuno dei 24 missili balistici e dei quattro missili ipersonici Zircon lanciati dalla Russia è stato intercettato. Le difese sono riuscite ad abbattere gran parte dei droni impiegati nello stesso attacco, ma non i vettori più veloci. Il bilancio è stato di almeno 17 vittime.









