di
Salvatore Riggio
Il «Guardian» ha scoperto dei documenti tenuti nascosti per anni in cui c'erano i termini di un accordo per il controllo del calcio europeo per club
Dietro le quinte del pallone globale, dove il potere economico e le ambizioni politiche si intrecciano indissolubilmente con la passione viscerale dei tifosi, le verità più scomode raramente restano sepolte a lungo. L’ennesima scossa sismica che attraversa i vertici del calcio internazionale rivela uno scenario clamoroso e per certi versi inquietante. Secondo quanto riporta il quotidiano britannico «Guardian», Gianni Infantino e l’amministrazione della Fifa non si sono limitati ad assistere passivamente alla nascita della trattativa per la Super League europea, ma hanno condotto negoziazioni estremamente avanzate per diventarne l’architrave istituzionale, politica e commerciale, senza però poi riuscirvi dopo il fallimento provocato dall'opposizione di Uefa, governi, leghe nazionali e tifosi.
Cosa è successo?Un documento riservato risalente all’ottobre 2020, rimasto finora custodito nell’ombra, dimostra come l’organo di governo del pallone mondiale fosse pronto a sposare integralmente la causa dei club scissionisti, valutando persino l’ipotesi di ribattezzare l’inedito torneo con il nome ufficiale di «Fifa Super League». Si trattava di un piano minuziosamente strutturato per ridisegnare da cima a fondo la geografia, la governance e i ritmi del calcio continentale e globale, ponendo l’impronta indelebile della Fifa su una competizione elitaria a gestione privata. L’intesa intendeva creare un sodalizio strategico con una durata minima di 12 anni, sostenuto da una joint venture societaria incaricata di monetizzare gli enormi proventi dei diritti commerciali.










