Pubblicato il: 06/08/2026 – 13:14
REGGIO CALABRIA Nuovi spazi dedicati alla sosta e contenuti multimediali e immersivi, percorsi e mappe tattili, quiet room, wayfinding e nuovi pannelli informativi: il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) ha presentato il nuovo volto, a seguito di una profonda trasformazione, non solo fisica ma culturale, grazie all’intervento di “Potenziamento dell’accessibilità senso-percettiva, culturale e cognitiva”. Finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 1, Componente 3 “Cultura 4.0” (Investimento 1.2), l’intervento segna una nuova tappa nella storia del museo reggino e trae origine dalle indicazioni contenute nel Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.) del Museo, a cui si è affiancato un articolato percorso di ascolto che ha coinvolto associazioni, visitatori e portatori di interesse in modo da individuare le principali criticità e trasformarle in occasioni di miglioramento.
«Questo progetto ci offre l’opportunità di riflettere sul significato stesso del museo contemporaneo. Vogliamo che il MArRC sia sempre più un luogo in cui le persone scelgano di trascorrere del tempo, di tornare, di vivere il patrimonio culturale con serenità e curiosità. Un luogo nel quale ogni visitatore possa trovare il proprio modo di conoscere, osservare e partecipare, senza percorsi prestabiliti ma attraverso un’esperienza libera, accogliente e rispettosa delle diverse modalità di fruizione. L’accessibilità, in questa prospettiva, non riguarda soltanto l’eliminazione delle barriere: significa progettare un museo migliore per tutti», ha affermato Fabrizio Sudano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Alla base dell’intervento vi è, dunque, una nuova idea di museo, inteso non soltanto come luogo della conservazione e della conoscenza con percorsi prestabiliti, ma come uno spazio in cui ogni visitatore possa trovare il proprio modo di entrare in relazione con il patrimonio culturale. Un’idea di museo che invita a rallentare il ritmo della visita, a sostare, osservare, ascoltare, condividere il tempo con la propria famiglia o con gli altri, lasciando che ogni visitatore costruisca liberamente la propria esperienza.






