Francesco Guccini è stato il simbolo del cantautorato impegnato e, nelle specifico, politico e di sinistra. Si tratta tuttavia, di etichette affibbiate dall’alto e mai davvero riconosciute dal cantautore che, a detta sua, si dedicava con più intensità a canzoni “esistenziali, storie di vita”. Ma il personaggio dell’attivista politico gli è rimasto attaccatto addosso, così come quello del comunista, anche questo da lui più volte rinnegato.
Francesco Guccini non voleva essere politico
Non è mai stato neppure comunista
Per chi votava Guccini
Francesco Guccini non voleva essere politico“Citatemi il titolo di una mia canzone politica”: così Francesco Guccini sfidò la sala durante uno degli ultimi eventi pubblici cui prese parte.Il cantautore morto il 6 agosto 2026, rilancia il titolo di “cantautori politici” ai colleghi, a “Ivan Della Mea, Fausto Amodei…”.ANSALui, al contrario, pur avendo sfiorato il tema in brani come Auschwitz e Dio è morto, si è poi concentrato su “brani esistenziali, storie di vita”.Addosso gli rimase “l’etichetta”, che, secondo lui, portò a un’interpretazione errata anche della famosa La Locomotiva.I versi sperano che trionfi la giustizia proletaria, ma non era una canzone “politica nelle intenzioni. Volevo un brano che imitasse le canzoni anarchiche”. Fu nient’altro che “una suggestione letteraria”.










