Contenuto tratto dal numero di luglio di Forbes Italia. Abbonati!
Nel settore farmaceutico, la capacità di innovare non dipende soltanto dagli investimenti in ricerca e sviluppo. Sempre più spesso, il vantaggio competitivo si costruisce anche attraverso la qualità della cultura organizzativa, la capacità di attrarre talenti e la creazione di ambienti di lavoro inclusivi e orientati al benessere delle persone. Un cambiamento che riflette l’evoluzione delle aspettative dei lavoratori e che sta portando molte aziende a ripensare modelli di leadership, politiche di welfare e strategie di crescita.
In questo scenario si inserisce il percorso avviato da Leo Pharma, azienda specializzata in dermatologia medica, che negli ultimi anni ha scelto di integrare i temi della diversità, dell’equità e dell’inclusione (De&i) all’interno della propria visione strategica. “Il nostro modo di lavorare continua a fondarsi su valori chiari: integrità, attenzione al cliente, innovazione, passione e adattabilità”, spiega Paolo Pozzolini, vicepresidente e general manager Italia. “Questo si traduce in una cultura collaborativa, orientata all’apprendimento e alla valorizzazione del contributo di ciascuno”.
Negli ultimi anni, il dibattito sulla diversity, equity & inclusion è uscito dalla dimensione reputazionale per diventare un vero tema di governance. Per Leo Pharma, la De&i rappresenta un elemento strutturale dei processi aziendali. Dal 2021 il gruppo ha introdotto iniziative concrete che spaziano dai ‘bias blocker’ (un insieme di strategie, esercizi o strumenti progettati per riconoscere e neutralizzare i bias cognitivi) nei processi di selezione agli annunci di lavoro formulati in modo gender neutral, fino a programmi di formazione dedicati alla leadership inclusiva e alla sensibilizzazione sui bias inconsci.






