La donna è bloccata in Egitto ormai da tre anni dopo la condanna per adulterio subita. Nelle scorse settimane era stata portata in una stazione di polizia, e poi rilasciata dopo l'intervento del ministro Tajani. Secondo la Farnesina “l’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con l’ex marito”
Dovrebbe essere discusso oggi in tribunale l’affido della figlia di Nessy Guerra, cittadina sanremese bloccata in Egitto ormai da tre anni dopo la condanna per adulterio subita dalla donna. Secondo quanto ricostruito da La Repubblica il padre della piccola avrebbe fatto ricorso contro la decisione in primo grado, che ha stabilito come la bambina dovesse andare alla nonna materna. La donna intanto, secondo quanto riportato dal quotidiano, avrebbe denunciato di essere di fatto costretta a non uscire di casa e di essere sorvegliata a vista da tre poliziotti sotto casa.
A inizio luglio la donna, come riportato dal ministero degli Esteri, era stata prelevata “al Cairo e trasferita in una stazione di polizia dove è stata raggiunta per assistenza dall’ambasciatore d’Italia, Agostino Palese, e dalla Console, Giulia De Nardis, che da mesi assistono la connazionale e la sua bimba di 3 anni. Apparentemente il motivo della convocazione sarebbe un ordine del giudice egiziano di far vedere la piccola al padre”. La Farnesina ha spiegato che “l’affidamento della minore è punto centrale di una lunga contesa con l’ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al Console italiano a Hurghada”. La donna era stata poi rilasciata dopo l'intervento del ministro Tajani.







