Gentile direttore, in riferimento alla vicenda accaduta in Bulgaria a ragazzi ebrei, anche Italiani, Le confesso la mia indignazione e sofferenza. Ma non per quei ragazzi ebrei, che molto liberamente erano in vacanza in Bulgaria per fare un sereno campeggio e studiare la Toràh, ma per l'ipocrisia, sdegno e quant'altro espresso dall'intera classe politica, dalla dirigenza ebrea e tanti altri demagogici personaggi, che in modo subdolo, hanno raccontato ed espresso indignazione per questo fatto. Personalmente mi scandalizzo e soffro molto di più quando vedo immagini di Coloni ed esercito Israeliano, seminare distruzione e morte nella terra della Cisgiordania e Gaza; dove i primi a cadere sono i bambini, per impedire nuove generazioni, e la cosiddetta pulizia etnica; e dove gran parte del popolo Israeliano tace supino. Dove sono i Rabbini, i Predicatori e la società ebrea? Si lamentano per l'aumento di fatti antisemiti che accadono ogni giorno, senza essere capaci di darsi una semplice risposta: chi semina odio e guerra, non può che raccogliere tempesta, altrettanto odio e violenza.
Gianmarco Benedetti
Venezia
La risposta del direttore del Gazzettino, Roberto Papetti
Caro lettore, Israele e il suo popolo pagheranno temo a lungo le conseguenze delle scelte scellerate di Netanyahu. Tuttavia credo che sia sbagliato anche solo porre in relazione atti di antisemitismo come quello avvenuto in Bulgaria con ciò che è accaduto e accade a Gaza o in Cisgiordania. Bisogna tenere separati i piani e i fatti. La condanna per le scelte militari e politiche del governo di Israele dalla violenza verso persone, ragazzi in questo caso, che vengono attaccati solo in quanto ebrei. Lei scrive: chi semina odio raccoglie tempesta. Ma le vorrei chiedere: quale odio avevano mai seminato quei ragazzi? Partecipavano ad un campeggio, come tanti loro coetanei di altre religioni, non a un'esercitazione militare. Bisogna stare molto attenti anche all'uso delle parole. Non si può e non si deve correre il rischio di legittimare in qualche modo assalti come quelli subiti dai giovani ebrei italiani da parte dei neo-nazisti o altri episodi di anti semitismo.










