Lo sdegno europeo nei confronti della Spagna per la crisi di Ceuta si è placato in superficie, ma l’episodio ha riaperto a Bruxelles una domanda più ampia: il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez sta diventando quello che l’eurodeputato danese Henrik Dahl ha definito l’“Orbán rosso” d’Europa, un leader di sinistra sempre più isolato dalla linea dominante dell’UE?
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Per quanto la definizione di “Orbán rosso” sia discutibile, la crisi di Ceuta è finora il segnale più evidente del crescente isolamento della Spagna e di Sánchez nel panorama politico europeo.
“Come Orbán, è visto come un elemento di disturbo”, ha dichiarato Dahl, membro del Partito Popolare Europeo, il principale partito conservatore del continente. “Sánchez non è sulla stessa linea di quasi tutti gli altri ed è percepito come qualcuno che approfitta dell’impegno altrui ed è davvero negligente sulle questioni di sicurezza.”
A differenza di Viktor Orbán, che ha usato il suo mandato da primo ministro ungherese per bloccare programmi dell’UE come i pacchetti di sanzioni, gli aiuti finanziari all’Ucraina e altre misure, Sánchez non ha posto un veto sistematico alla legislazione europea.










