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Nell’attacco di mercoledì contro Kyiv, la capitale dell’Ucraina, la Russia ha lanciato 115 droni e 24 missili balistici. I droni sono stati intercettati quasi tutti, in linea con il tasso medio di intercettazione che è di circa il 90 per cento. I missili intercettati invece sono stati zero. Hanno ucciso 17 persone e colpito supermercati e centri logistici. Nel precedente grande bombardamento russo contro Kyiv, compiuto il 1° agosto e in cui erano state uccise dieci persone, era stato intercettato appena un missile.
La ragione, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è che «non ci sono più missili intercettori».
Al contrario dei droni, che sono relativamente più facili da abbattere, l’unico modo per intercettare un missile balistico è lanciargli contro un altro missile: tendenzialmente un missile Patriot, che sono gli intercettori di produzione statunitense maggiormente diffusi negli eserciti occidentali (l’Ucraina ha anche una batteria del sistema di difesa aerea franco-italiano SAMP/T, mentre le batterie di Patriot sono tra le 9 e le 12).
Per essere ragionevolmente certi dell’intercettazione, peraltro, un solo missile non basta: a seconda delle circostanze è necessario usare fino a tre Patriot per abbattere un missile balistico russo. È uno di quei casi in cui la difesa è estremamente più dispendiosa dell’attacco: un missile intercettore Patriot può costare oltre due milioni di dollari.













