Di: Telegiornale - Thomas Paggini/LP La mancanza di missili intercettori è un problema sempre più pressante per l’Ucraina, in difficoltà nel contrastare i raid russi. Le conseguenze sono concrete: anche nella notte su mercoledì diversi vettori, tra missili e droni, sono riusciti a penetrare le difese ucraine e a colpire la capitale Kiev, causando almeno 20 morti e più di 40 feriti. Nuovi bombardamenti a KievTelegiornale 05.08.2026, 20:00Un esito prevedibile e, in ogni caso, perseguito da Mosca. “La Russia già dal 2023 aveva puntato su questo tipo di esito”, ha dichiarato ai microfoni del Telegiornale Mauro Gilli, professore di strategia e tecnologia militare alla Hertie School di Berlino. L’obiettivo era “obbligare l’Ucraina a utilizzare i suoi missili intercettori in grandi quantità, portandola sostanzialmente, a un certo punto, a trovarsi senza munizioni”. E senza munizioni nessun sistema di difesa aerea, per quanto avanzato, può intervenire.Il nodo principale è la produzione. “Sono molto difficili da fabbricare, per via dei minerali, dei materiali, dei sistemi di propulsione e dell’elettronica su cui si basano”, spiega l’esperto: i tempi di fabbricazione sono lunghi e i costi elevati.Il quadro si complica con la guerra in Medio Oriente, che ha eroso rapidamente le scorte statunitensi, principale fonte di approvvigionamento per questo tipo di armamenti. “Si sono trovati (gli USA) a utilizzarne una quantità esorbitante dall’inizio del conflitto”.Una situazione analoga riguarda i missili di precisione, impiegati non per intercettare ma per colpire in profondità obiettivi avversari: anche le loro scorte si assottigliano, consumate in grandi quantità nei due conflitti in corso.Gli effetti, in questo caso, non sono immediati e si misurano soprattutto sulla deterrenza, ossia sulla capacità di dissuadere l’avversario dall’attaccare. Deterrenza che si fonda “sulla credibilità, che a sua volta si basa sulle capacità militari: se gli stoccaggi sono bassi, qualcuno potrebbe osare di fare quello che magari un paio di anni fa non avrebbe osato”, conclude Gilli.