di
Leonard Berberi
Lufthansa, Air France-Klm-Transavia e Iag (British Airways, Iberia, Vueling) vogliono sfruttare il trambusto per recuperare quote di mercato mentre Apollo e Castlelake si contendono la compagnia
Non vogliono comprare easyJet. Almeno non adesso. Ma sono pronte a sfruttare ogni incertezza legata alla vendita della compagnia britannica per provare a sottrarle clienti e quote di mercato. Lufthansa, Air France-Klm-Transavia e Iag (holding di British Airways, Iberia e Vueling) studiano come riconquistare parte degli oltre 90 milioni di passeggeri trasportati ogni anno dal vettore arancione, sia nel segmento business sia in quello leisure. Del resto easyJet, nata quasi 31 anni fa, ha costruito il proprio successo proprio erodendo la clientela dei vettori tradizionali.
Partita con biglietti da una trentina di sterline — quanto un paio di jeans — e con un modello basato sulla vendita diretta ai clienti, tanto da dipingere sulla fusoliera degli aerei il numero telefonico delle prenotazioni, nel tempo si è progressivamente spostata dagli aeroporti secondari agli scali principali europei. Una strategia che l’ha allontanata dallo scontro diretto con Ryanair e dalle altre low cost, portandola a competere sempre più con i grandi gruppi del trasporto aereo. Ora proprio quei gruppi intravedono una finestra di opportunità.
















