Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"All’interno dell’azienda c’è un clima pesante e di forte rassegnazione. Pensavo di aver toccato il fondo con la gestione precedente politica e amministrativa, ma non immaginavo mai di arrivare a questo punto. Speriamo che la nuova governance porti una ventata d’aria fresca, anche se il problema principale resta quello politico e noi dipendenti siamo destinati a pagarne le conseguenze". Parole di uno degli oltre 400 dipendenti di un’azienda partecipata pubblica (al netto degli errori amministrativi e dei cambi di marcia a livello statutario) che ogni mattina si reca al lavoro senza avere idea di cosa potrà accadere: "Sembra incredibile, ma per una volta il problema non è la mancanza di personale, ma di mezzi, ridotti all’osso – aggiunge il dipendente – Ogni mattina e ogni turno giornaliero chi va al lavoro non sa quante corse dovrà saltare perché non ci sono vetture da utilizzare. E una volta a bordo veniamo assaliti dalla richiesta di spiegazioni da parte degli utenti sui motivi per cui quel bus non è passato a quella data ora e così via. Abbiamo seguito la volontà dell’azienda in questi ultimi due anni, facendoci dettare la linea e sperando che le cose potessero migliorare e invece le cose stanno peggiorando giorno dopo giorno. Noi lavoratori non abbiamo più neppure la forza di protestare, subiamo le scelte pensando a come arrivare a fine turno. Così non si può andare avanti".