Alghe: prateria nel Sebino in secca, chiudono due imbarcaderi
GRANDE SICCITA’. Già raccolte oltre 1.100 tonnellate di macrofite, il doppio di tutta l’estate 2025. A budget ulteriori 150mila euro. Rinaldi: «Stiamo facendo tutto il possibile». Niente traghetti a Clusane e Marone, a rischio l’imbarcadero di Sarnico.
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Praterie di vegetazione acquatica che affiorano, imbarcaderi che chiudono – dopo Clusane, ora anche Marone, e Sarnico potrebbe essere il prossimo: è sotto la lente di Navigazione – perché i battelli non riescono più ad attraccare, spiagge che si allargano ma che, soprattutto nel basso lago, si riempiono delle alghe che si accumulano sulla superficie dell’acqua e, marcendo, sprigionano odori per nulla gradevoli, con tanto di lamentele da parte degli operatori turistici.
Quest’estate tra il caldo e la carenza di risorse idriche, che ha portato a un’inesorabile abbassamento del livello del Sebino – in meno di due mesi ha perso quasi un metro e trenta centimetri –, e a una proliferazione di macrofite senza precedenti, il lago non se la passa proprio benissimo. Ed è lì da vedere. Turisti comprensivi, ma lamentele dagli operatori e per le barche nei porti Per lo meno, confermano dalla Pro loco e dall’Infopoint di Sarnico, «feedback negativi non ne abbiamo: i turisti ci sono e capiscono che, visto il meteo, si può fare un gran poco». A lamentarsi sono per lo più i privati che fanno fatica a uscire in barca dai porti, perché le eliche dei motoscafi si bloccano tra la vegetazione ancorata sul fondale e quella che galleggia a pelo d’acqua.









