Questo è un articolo del numero de Linkiesta Etc dedicato al tema della tecnologia delle emozioni, in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
Murale pubblico a Pyongyang con i ritratti ufficiali della dinastia al potere. Le immagini dei leader scandiscono la continuità del regime e alimentano il culto della leadership, presenza obbligatoria negli spazi pubblici e nelle case. Courtesy of Wikipedia Creative Commons
Tra le mura di un enorme complesso di Pyongyang che ricorda un campus universitario con tanto di mense, saune e campi sportivi, ogni giorno migliaia di artisti plasmano la memoria collettiva di un’intera nazione. E non solo. Il Mansudae Art Studio non è semplicemente una fabbrica d’arte statalizzata: è una macchina per produrre identità. Solo chi lavora qui è autorizzato a ritrarre i membri della dinastia Kim e ogni statua dei leader, dipinto ufficiale, persino ogni spilla appuntata sul petto dei cittadini nordcoreano esce da questi studi.
Fra queste mura, giorno dopo giorno uno dei regimi più oppressivi al mondo celebra la lotta per la libertà e forgia la sua ideologia nel tentativo di cementarla in patria ed esportarla all’estero. Il Mansudae Overseas Projects usa artisti, ingegneri e operai per portare il socialismo reale coreano e la filosofia Juche sull’autosufficienza fuori dai confini, soprattutto in Africa. Anche l’Occidente un tempo ha bussato alla sua porta. All’inizio del millennio, la Germania ha commissionato al Mansudae la ricostruzione della Fontana delle Fiabe di Francoforte, opera dei primi del ’900 andata persa durante la Seconda guerra mondiale.







