In una fotografia, cinque scolari sono in piedi davanti a una parete blu. Le loro camicie bianche inamidate li fanno risaltare con forza. Da dietro le lenti scure dei loro occhiali da sole giallo brillante guardano direttamente lo spettatore, che a sua volta ricambia lo sguardo.

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Quando la richiesta del fotografo francese Stephan Gladieu di viaggiare in Corea del Nord è stata approvata, sapeva di voler concentrare il suo lavoro sulle persone del Paese. «L’ho chiarito subito: non avrei fatto fotografia di architettura né scattato luoghi vuoti, non mi interessava», racconta Gladieu a Euronews Culture.

«Volevo restituire un’immagine del popolo nordcoreano, sapendo che i nordcoreani erano completamente invisibili, perché il regime laggiù parla poco di loro. E anche perché in Europa, negli Stati Uniti e in Asia a nessuno importa davvero dei nordcoreani».

In Corea del Nord vivono oltre 26 milioni di persone, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (fonte in inglese). La comunità è in gran parte isolata dal resto del mondo e nell’ultimo decennio si è verificato un regresso nell’accesso all’informazione, come mostra un rapporto del 2025 (fonte in inglese) dell’Ufficio Onu per i diritti umani.