GIAVERA I ladri si sono avvicinati a due betoniere parcheggiate in uno spazio pubblico di Cusignana, non lontano da un’officina meccanica. Si tratta dei mezzi della famiglia Solimando, che si occupa di trasporto di calcestruzzo per conto terzi, per cave e cantieri edili. I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica. Hanno forzato il tappo di un serbatoio, pieno quasi fino all’orlo, e si sono messi a rubare il prezioso carburante, esaurendolo. Poi sono passati al secondo mezzo, protetto da un sistema antifurto più efficace. Se ne avessero avuto il tempo avrebbero aperto e poi svuotato anche quello, ma sono stati avvistati - da lontano - da un passante, che ha segnalato i suoi sospetti ai carabinieri senza tuttavia notare i tappi svitati. «Mi aspettavo che prima o poi dovesse accadere - spiega Pellegrino “Rino” Solimando, che porta avanti l’attività assieme al padre. «C’è un motivo se ora chiamano il gasolio oro liquido: i costi sono alle stelle e, in pochi minuti, si sono portati via poco meno di un migliaio di euro».
Ladri in casa, la nuova frontiera: acido per sciogliere le serrature. Gli "specialisti" sono georgiani IL COLPO I camion erano parcheggiati all’esterno, in via San Rocco a Cusignana, «dietro l’officina del meccanico di fiducia, utilizzando uno spazio pubblico», dove abitualmente vengono lasciati. «I tappi dei serbatoi erano semplicemente appoggiati, non chiusi a chiave», spiega Rino. I ladri hanno agito in modo rapido e mirato, ma sono stati disturbati: «Hanno forzato i tappi e svuotato il gasolio», portando via tutto il carburante disponibile nel mezzo. Diverso l’esito per il camion del padre, parcheggiato accanto: «Hanno provato anche lì, hanno forzato il tappo, ma c’era il dispositivo antifurto e non sono riusciti ad aprirlo. Probabilmente avevano poco tempo e hanno preferito concentrarsi sui mezzi più facili». Il danno è rilevante. «Il serbatoio contiene circa 380-400 litri. Io avevo fatto rifornimento venerdì: ho anche lo scontrino. Quando ho ripreso il camion era completamente in riserva», racconta.Un dettaglio che era stato notato già dal padre il giorno successivo: «Domenica ha visto che il mezzo era quasi vuoto, ma pensava non avessi ancora fatto gasolio e non mi ha chiamato». Non si tratta di un episodio isolato. «Già un mese e mezzo era successo», spiega la vittima, aggiungendo che nelle settimane successive si erano verificati altri segnali sospetti: «Sono spariti anche alcuni pezzi, come l’antenna del baracchino che uso per comunicare con i colleghi». Una dinamica che trova riscontro anche in altri casi recenti nella zona. «Il mio meccanico mi ha parlato di un altro furto avvenuto una decina di giorni fa ai danni di un camion lasciato nelle vicinanze. A Spresiano un collega ha subito un tentativo simile. E ora noi che volevamo investire in due mezzi nuovi, abbiamo dovuto ripiegare su un terreno e su un sistema di sorveglianza dove lasciare i nostri camion».






