La prossima manovra per il 2027 potrà assomigliare a quella varata da Carlo Azeglio Ciampi, ministro del Tesoro del governo di Romano Prodi, nel 1996: sarà più consistente di quanto ci si attende.E questo non perché esiste un obiettivo da centrare, come trent'anni fa per l'ingresso nell'euro, quanto piuttosto per ridare slancio all'economia italiana, comunque resiliente a dazi, guerre e crisi energetiche innescate dal blocco di Hormuz.
Sono tre i fattori che potranno permettere al governo di Giorgia Meloni di presentare una legge di Bilancio corposa e attenta a famiglie, imprese ed elettori, visto che si dovrebbe votare nella prossima primavera.
Lo ha spiegato in punta di procedure europee il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, parlando ieri alle Camere che hanno approvato la decisione dell'esecutivo di intavolare con la Commissione europea una trattativa per poter varare un piano straordinario che fronteggi l'aumento del costo dell'energia, facendo debito in più non da contabilizzare nel fatidico rapporto del 3%.In sostanza, l'azione del governo e del Mef si concretizzerà in tre mosse.
La prima sarà quella di preparare la base della legge di Bilancio per il prossimo anno, partendo da una necessità di finanziare 14-15 miliardi di euro di risorse in più.






