Anche nel 2026 l'Italia sarà in avanzo primario. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha fatto un punto d'orgoglio del fatto che sotto la sua gestione delle finanze pubbliche il Paese sia tornato a una situazione nella quale le entrate superano le spese e l'eventuale deficit serve solo, in gran parte, a ripagare gli interessi sul debito.
Il percorso parlamentare della Manovra non ha intaccato l'ambizione di Via XX Settembre. Trascorsi due mesi in Parlamento e dopo il rush finale di votazioni in commissione Bilancio al Senato, il disegno di legge di Bilancio conta circa 3 miliardi di euro in più di misure. La serie di interventi è arrivata all'ultima curva del provvedimento va soprattutto a favore delle imprese, con l'inserimento di fondi per la Zes unica nelle regioni del Sud Italia, degli incentivi per gli investimenti in Transizione 4.0 (per i quali sono stati messi a disposizione 1,3 miliardi), dell'estensione dell'iperammortamento, portato su un orizzonte triennale, conteggiando gli investimenti fatti dal primo gennaio prossimo fino a tutto settembre 2028.
Da 18,7 miliardi di valore della Manovra in entrata si è passati a 22 miliardi, facendo comunque restare fermi i saldi di bilancio ed evitando di ricorrere a maggior debito rispetto a quanto stimato a ottobre, quando il provvedimento è stato scritto e poi approvato in Consiglio dei ministri.







