HomePontederaCronacaIl caso villa Cerretini, la battaglia si sposta alla Corte Europea. “Stop alla demolizione”La vicenda dell’abitazione di Ponsacco varca i confini nazionali, presentato il ricorso nei confronti della Repubblica Italiana. Il duello è ancora pendente davanti alla giustizia amministrativaPaolo Cerretini davanti alla sua villa (foto Bongianni/Germogli)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPonsacco (Pisa), 6 agosto 2026 – Il caso della villetta di Ponsacco a rischio demolizione esce anche dai confini nazionali. Nei giorni scorsi, segnatamente il 3 agosto, è stato promosso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo un ricorso nell’interesse dei di Paola e Paolo Cerretini nei confronti della Repubblica Italiana, relativo alla vicenda riguardante la casa al centro di una serie di duelli giudiziari. Lo rendono noto gli avvocati Federico Di Salvo e Alessandro Dinisi che assistono i proprietari dell’immobile.

Il ricorso a Strasburgo

“La vicenda, di natura complessa e maturata nell’arco di diversi anni, ha visto succedersi provvedimenti amministrativi e pronunce giurisdizionali di segno alterno, culminati nell’annullamento del titolo edilizio in forza del quale l’immobile era stato realizzato e nell’adozione dei conseguenti provvedimenti di demolizione e sgombero”, si legge in una nota dei legali dei Cerretini. Va ricordato che nel 2015 i Comuni di Pontedera e Ponsacco, in cui ricade il terreno concessero i permessi a costruire. Il cantiere per costruire la villetta è iniziato nel 2016 e nel 2018 è stata terminata. A quel punto è iniziata una storia di carte bollate ancora in corso. Ma quali elementi portano il caso a Strasburgo? “Con il ricorso si denuncia, in particolare - spiega la nota degli avvocati - la violazione dell’articolo uno della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, a tutela del diritto al rispetto dei beni; e dell’articolo otto della medesima Convenzione, a tutela del diritto al rispetto del domicilio, per l’assenza delle garanzie imposte dalla Convenzione europea agli espropri di questo tipo, di un adeguato ristoro economico e di un effettivo controllo giurisdizionale di proporzionalità delle misure adottate nei confronti dei ricorrenti”. “I signori Cerretini, che hanno sempre agito confidando nella legittimità dei titoli loro rilasciati dalle amministrazioni competenti - concludono gli avvocati Di Salvo e Dinisi - attendono con fiducia le determinazioni della Corte di Strasburgo, nel rispetto delle istituzioni e degli organi giurisdizionali internazionali e nazionali che si sono pronunciati sulla vicenda e che tuttora sono investiti di questioni ad essa attinenti”. Il caso, infatti, è ancora pendente davanti alla giustizia amministrativa. Nei giorni scorsi il Tar - lo ricordiamo - ha fermato fino al 2027 inoltrato l’ordinanza di sgombero. Si torna in aula il prossimo 15 aprile. Una decisione, quella del Tar che è andata oltre il semplice stop temporaneo all’esecuzione dell’ordinanza.