L’emergenza.06 agosto 2026 alle 00:25Chiusura per una buca vicino all’edificio sgomberato martedì dai vigili del fuoco

Non c’è, e verosimilmente non ci sarà a breve, pace per chi abita in via Falzarego. Dopo l’intervento di martedì dei Vigili del fuoco, che hanno dichiarato inagibili alcuni appartamenti di un edificio all’incrocio con via Vittorio Veneto, ieri mattina nella strada che porta alla necropoli di Tuvixeddu si è aperta una voragine profonda alcuni metri che ha costretto i responsabili della Protezione civile a chiude quella striscia d’asfalto che non ha altri sbocchi. Così, chi non è riuscito a spostare l’auto prima del cedimento è rimasto di fatto prigioniero. Oltre cento le macchine bloccate e abitanti su tutte le furie, tra disagi e proteste. La buca si è formata dopo gli scavi delle squadre di Abbanoa intervenute per una perdita idrica.

Reclusi

In via Falzarego, un angolo di città dove si conoscono tutti, sono giorni “impegnativi”. Chi vive in quella strada è in apprensione per gli scavi eseguiti dagli operai di una ditta d’appalto di Abbanoa impegnati nella ricerca di una perdita idrica. La zona è delicata per la presenza di cisterne e di una necropoli risalente al periodo fenicio-punico. Operai e ruspe individuano il problema all’altezza di quella che un tempo era una scuola e martedì concludono i lavori di riparazione della condotta danneggiata. Da qui in poi iniziano i grattacapi che portano i Vigili del Fuoco, chiamati dagli abitanti di una palazzina, a verificare la gravità di alcune fratture sulla facciata. L’esito non è dei migliori: lesioni strutturali ed evacuazione di due famiglie. Ieri mattina la situazione è peggiorata. «Verso le 9.30 un camioncino di Abbanoa è sprofondato proprio di fronte all’edificio transennato», racconta una donna che preferisce non vedere il suo nome sul giornale. «da allora siamo prigionieri in casa. Avrei dovuto accompagnare una parente dal medico, ma non posso utilizzare l’auto. Come faccio? Eppure – aggiunge sconsolata – sarebbe stato sufficiente, in via precauzionale, che martedì sera, in vista dei nuovi scavi in un punto delicato, ci avessero detto di spostare le macchine. Serviva solo buon senso e programmazione». Scoraggiata e accaldata anche Giulia Lebiu, che vive al numero 39. «Sto andando al lavoro a piedi sotto un sole cocente». Il problema sarà al rientro, a notte tarda. «Spero solo di trovare un taxi, altrimenti saranno guai».