Roma, 5 ago. (Adnkronos/Labitalia) - Immaginate di trovarvi su un belvedere sopra Lisbona, ma invece di godervi la luce del tramonto, avete gli occhi incollati allo smartphone per capire se quel locale valesse davvero la salita. Fino a ieri, il turismo digitale era questo: un filtro continuo tra noi e l'esperienza. Oggi, quel filtro si sta frantumando per lasciare spazio a qualcosa di radicalmente nuovo. Non siamo di fronte a una crisi passeggera, ma alla fine di un’era digitale durata vent’anni, che sta trascinando i colossi del web in un terremoto finanziario senza precedenti. A evidenziare il fenomeno è RankWit, startup innovativa e società benefit pioniera nel campo della Geo (Generative Engine Optimization), l'ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca di terza generazione.
A fare da detonatore, sostiene, è il cosiddetto 'caso Tripadvisor' (rilanciato dall'analisi The Tripadvisor Warning firmata da Melvin Boecher): lo storico portale ha visto precipitare i visitatori mensili da 160 a 120 milioni in due anni, bruciando metà del proprio valore in borsa. Il motivo? L'ascesa inarrestabile delle AI Overviews, le risposte istantanee di Google che catturano l'utente senza mai farlo cliccare sui siti esterni. Una 'slavina' simile, avverte RankWit, ha colpito piattaforme come Kayak, confermando che il sistema è al collasso. Non solo. I dati macroeconomici di Phocuswright, riferisce la startup, parlano chiaro: quasi il 40% dei viaggiatori pianifica ormai le vacanze parlando direttamente con gli assistenti virtuali. Di conseguenza, i blog di viaggio perdono fino al 90% delle visite e le agenzie di promozione territoriale subiscono cali verticali fino al 40%.






