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Carlotta De Leo

I dati dell'Osservatorio per Sostenibilità digitale: il 42,3% sfrutta l'intelligenza artificiale generativa per i viaggi estivi. Ma il 54% delle microimprese turistiche non la utilizza affatto

Scegliere l'itinerario giusto per una escursione avventurosa o il resort migliore per rilassarsi in spiaggia. Confrontare prezzi e recensioni sui diversi siti per evitare spiacevoli soprese che possano compromettere le ferie. l'Intelligenza artificiale è sempre più un'alleato per disegnare la propria vacanza che sia all'insegna del divertimento, alla ricerca di relax o un di un mix tra arte e cultura. Ma le piccole aziende turistiche italiane faticano ancora a utilizzare l'ai come strumento commerciale e di promozione per raggiungere questi utenti digitali. Un divario che emerge con chiarezza dall'indagine dell’Osservatorio per la Sostenibilità Digitale: il 42,3% degli utenti italiani utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, e uno su cinque (20,8%) lo fa regolarmente. Un cambiamento delle abitudini di viaggio, quindi, per una clientela sempre più esigente e informata che, ai cataloghi e ai siti vetrina dei singoli hotel e b&b preferisce preferisce fare domande all'ai per organizzare la vacanza confrontando mete, prezzi e consigli di altri viaggiatori. Domande però che non trovano risposte dal lato dell'offerta turistica che in Italia è composta quasi interamente da microimprese (alberghi, b&b, ristoranti e guide). L'Osservatorio della Fondazione per la sostenibilità digitale - che porta avanti la ricerca insieme con l’Istituto di Studi Politici San Pio V, Adiconsum e Confcommercio - stima che il 54% dei titolari di strutture turistiche nel nostri Paese non usa l’ai e il 63,5% pensa che non avrà alcun impatto significativo sul proprio business nei prossimi 3-5 anni.Non solo: il 47% di chi non utilizza l'intelligenza artificiale non ha chiaro nemmeno a cosa possa servire: «È un problema di comprensione, non di diffidenza» spiegano gli esperti dell'Osservatorio. Il 31% dei titolari di hotel, b&b e ristoranti lavora ancora in modo prevalentemente analogico, il 50% usa strumenti digitali di base non integrati.