Nel Regno Unito, il sistema Yellow Card della MHRA raccoglie ormai circa 150.000 segnalazioni di sospette reazioni avverse legate ai farmaci GLP-1 (medicinali che imitano un ormone intestinale naturale e che producono un forte segnale di sazietà), e circa 15.000 sono classificate come serie. Non è una sentenza contro questi medicinali, né la prova che siano “pericolosi” in senso assoluto. Ma è abbastanza per imporre una domanda scomoda: mentre il mercato corre e la domanda esplode, il sistema sanitario riesce davvero a governarne l’uso con la stessa velocità?
L’articolo del The Times da cui parte questa ricostruzione parla di oltre 100 decessi segnalati dopo l’uso di Mounjaro o Wegovy e di un’ondata di notifiche di effetti collaterali. Nel materiale di partenza, attribuito ai dati della Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, il quadro numerico viene dettagliato così: 100.810 sospette reazioni avverse per tirzepatide (Mounjaro), di cui 10.434 gravi e 98 con esito fatale; 44.073 per semaglutide (Wegovy), di cui 4.892 gravi e 37 decessi; 3.021 per liraglutide (Saxenda), di cui 734 gravi e 18 decessi. Sono dati che impressionano, ma vanno letti con il manuale d’istruzioni della farmacovigilanza in mano: una segnalazione non equivale automaticamente a un rapporto di causa-effetto.








