Dopo oltre quattro anni di relativa calma imposta dalla tregua annunciata nel 2022, dall’inizio di quest’anno lo Yemen è entrato in una nuova fase. Questa è caratterizzata da una crescente tensione politica, economica e di sicurezza, in un quadro di indicatori che suggeriscono cambiamenti capaci di ridisegnare la mappa del conflitto nel Paese.Lo scorso luglio ha visto un’escalation della tensione militare a seguito di scambi di attacchi tra l’Arabia Saudita e il gruppo Houthi, che controlla la capitale Sana’a. Questo sviluppo è considerato dagli osservatori un indicatore dell’erosione della tregua, che ha costituito la cornice generale del conflitto negli ultimi due anni, nonché del fallimento di Riad nel raggiungere i propri obiettivi o nel risolvere il dossier yemenita da oltre 11 anni.Nel sud sono aumentate le preoccupazioni per la sicurezza, con la registrazione di omicidi e sparatorie nei governatorati di Hadramawt, Abyan e Lahj, che hanno provocato morti e feriti. Funzionari e osservatori locali hanno avvertito della diffusione del fenomeno della proliferazione delle armi e del calo della capacità delle istituzioni di sicurezza di contenere le sfide, in particolare nel governatorato di Hadramawt.Allo stesso tempo si è aggravata la crisi umanitaria, classificata dalle Nazioni Unite tra le peggiori al mondo: oltre 18 milioni di yemeniti affrontano una grave insicurezza alimentare, tra cui circa 5,5 milioni in fase di emergenza, secondo le ultime valutazioni dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC).
Lo Yemen dopo il crollo della tregua: crisi politiche ed economiche ridisegnano lo scenario
Yemen tra tensioni militari, crisi economica e scontri politici: la tregua vacilla e il Paese entra in una nuova fase di instabilità.








