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Martedì gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato il ritiro delle loro forze dallo Yemen. È un grosso sviluppo per la guerra civile del paese, che va avanti dal 2014 ma da circa tre anni era in una fase di stallo. L’annuncio è il risultato di una crisi tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita: entrambi sostengono il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, ma la loro rottura rischia di dividerlo e indebolirlo.
Arabia ed Emirati stanno litigando per il sostegno dato dagli Emirati al gruppo separatista Consiglio di Transizione del Sud (o STC). Il gruppo nominalmente fa parte dello schieramento del governo, quello che combatte gli Houthi, ma all’inizio di dicembre ha condotto una rapida offensiva contro le forze governative, appoggiate dai sauditi, occupando le province meridionali dello Yemen. Il governo e l’Arabia Saudita hanno chiesto all’STC di restituirle, invano.
La situazione sul campo è grossomodo quella nella mappa qui sotto. In arancione ci sono i territori controllati dall’STC, che includono i principali centri di produzione petrolifera. La capitale Sana’a dal 2014 è controllata dagli Houthi (rosso), insieme alle zone più popolose del paese. In blu ci sono le zone in mano al governo.












