L'Aula della Camera ha respinto, tramite voto segreto, la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat del deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. La proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni di negare l'accesso agli atti è passata con 206 voti a favore e 133 contrari. Dalla lettura dei tabulati è tuttavia emerso che trenta deputati della maggioranza non hanno partecipato allo scrutinio: di questi, una decina risultava in missione istituzionale, mentre gli altri venti (quattro di Fratelli d'Italia, quattro di Forza Italia, dieci della Lega e due di Noi Moderati) non hanno preso parte al voto per motivazioni diverse.
Subito dopo la proclamazione dell'esito, a Montecitorio è scoppiato il caos. I parlamentari di Avs attuano una protesta simbolica con delle bende sugli occhi. Quelli del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i propri posti per dirigersi verso i banchi del centrodestra, sollevando i telefoni cellulari in segno di protesta per promuovere la campagna "#fuorilechat". Le urla e i cori che ne sono scaturiti hanno costretto la presidenza a sospendere temporaneamente la seduta.
La vicenda giudiziaria da cui è scaturita la richiesta dei magistrati si inserisce nell'ambito di un'indagine sulla "Bisteccheria di Italia", che vede coinvolti Mauro Caroccia e la figlia Miriam. Nei giorni precedenti al voto, il procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, aveva inviato una lettera formale al presidente della Camera in seguito al deposito di una memoria difensiva, da parte del legale di Caroccia, contenente proprio le conversazioni in questione. Dopo l'esito della votazione parlamentare, il capo dell'ufficio giudiziario capitolino ha preferito trincerarsi dietro un "no comment".










