Cinque lavoratori sarebbero rimasti esclusi dal passaggio alla nuova società che, dal primo agosto, gestisce il servizio di ristorazione negli ospedali di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Soriano Calabro e Tropea. A denunciare il caso è il segretario provinciale di Sinistra Italiana-Avs, Fortunato Petrolo, che sollecita l’intervento dell’Asp di Vibo Valentia e della Prefettura.

Secondo quanto riferito dal partito, alcuni degli addetti coinvolti sarebbero affetti da patologie invalidanti e avrebbero lamentato una condizione di forte pressione psicologica. Petrolo parla di una possibile «chiara discriminazione» e sostiene che proprio i lavoratori maggiormente provati dalle condizioni di salute avrebbero dovuto ricevere una tutela più forte.

Il nodo della clausola sociale

Al centro della vicenda c’è la presunta mancata applicazione della clausola sociale, prevista nei cambi d’appalto per garantire la continuità occupazionale e salvaguardare i posti di lavoro. «In un contesto sociale ed economico come quello vibonese – afferma Petrolo – la perdita anche di un solo posto di lavoro può trasformarsi in un grave disagio sociale e in un vero dramma familiare».

Sinistra Italiana-Avs sostiene che i cinque lavoratori non sarebbero stati convocati per la firma del nuovo contratto e che, dall’avvio dell’appalto, sarebbero rimasti fuori dall’organizzazione del servizio. Da qui una serie di interrogativi rivolti alla società subentrante e alle istituzioni: perché la clausola sociale non sarebbe stata applicata a tutti? In base a quali disposizioni sarebbero stati esclusi alcuni lavoratori? Perché non sarebbero stati chiamati a sottoscrivere il contratto?