Una piccola gamba colorata su una tessera di intonaco dipinto, un kantharos riprodotto in mosaico, l'impronta di una caliga. E poi il ritratto di un delfino, un pesce, un'aragosta, un granchio intorno a un cratere. E ancora porzioni di soffitto a cerchi rossi e fasce azzurre, circondati da una cornicetta con dentelli di stucco integri. Sono alcuni dei ritrovamenti emersi dagli scavi condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura nell'ambito degli interventi finanziati dal Pnrr, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana.

"Un cantiere nato per consolidare un muro di sostruzione romano si è trasformato, grazie alla scoperta di un importante edificio del II secolo d.C., in un cantiere di ricerca archeologica. E' la dimostrazione di come tutela, ricerca e valorizzazione possano procedere insieme" ha detto Valentina Gemignani, capo di Gabinetto del ministero della Cultura, leggendo il messaggio inviato dal ministro Giuli.

Iniziato circa un anno fa con un finanziamento di due milioni di euro, come spiega Alessandra Centroni della Soprintendenza speciale di Roma, responsabile del progetto e direttore dei lavori, l'intervento, che sarà completato tra la fine di agosto e gli inizi di settembre, "doveva inizialmente consistere nella riqualificazione paesaggistica dell'area e nel consolidamento del paramento murario del muraglione della Villa". La scoperta di elementi appartenenti a un edificio costruito nel II secolo dopo Cristo e riorganizzato nel III secolo, riguarda otto ambienti (cinque completamente scavati e altri tre parzialmente conservati) decorati con mosaici e affreschi di pregio, un edificio di età imperiale rimasto nascosto per secoli e un ritrovamento che, come spiegano dalla Soprintendenza, "potrebbe ridefinire la conoscenza di uno dei settori più importanti del Celio antico".